ETNICA 2015 – XVIII edizione

Flyer Etnica 2015
Jazz Club of Vicchio e Comune di Vicchio
con il contributo della Regione Toscana e della Provincia di Firenze
in collaborazione con Music Pool
presentano
Etnica 2015 – XVIII edizione
concerti, artisti di strada, cene a tema, mercato etnico, librerie, mostre

Vicchio M.llo (FI) – centro storico – dal 18 al 21 giugno 2015

La diciottesima edizione di Etnica nasce nel solco delle passate edizioni, mantenendo il format che l’ha portata ad essere un’eccellenza fra gli eventi della Provincia di Firenze ed unico festival del Mugello.

Grande protagonista sarà la musica, ma sarà dato spazio anche alla danza, al teatro, alla pittura, ai laboratori per la formazione del pubblico.
A caratterizzare l’evento il coloratissimo mercato etnico, le cene all’aperto con portate internazionali, le mostre fotografiche.

L’inaugurazione del festival, giovedì 18, è affidata ad una produzione originale, in prima assoluta, Stazioni Lunari: Veglie, Tresconi e Cori. Un incontro dove Teresa De Sio, Ginevra di Marco e le Mondine di Novi racconteranno, balleranno, canteranno la tradizione popolare per la prima volta insieme. Una lunga veglia con canti e balli: l’Emilia, la Toscana e la Campania che si incontrano, che fondono insieme i propri canti grazie a queste grandi voci femminili italiane. Una nuova produzione di Etnica con la direzione musicale di Francesco Magnelli. Un omaggio alla tradizione, un omaggio alle donne.

Venerdì 19 Etnica rende omaggio a Pino Daniele e alla sua Napoli dai mille colori invitando Maldestro e James Senese e Napoli Centrale.
Maldestro, nome d’arte di Antonio Prestieri, trenta anni, napoletano, è stato il cantautore rivelazione del 2013 con il brano “Sopra il tetto del Comune” storia di un operaio licenziato che cerca soluzione ai suoi problemi arrampicandosi sul municipio. La canzone, inviata quasi per scommessa ai più importanti Premi musicali italiani, ne ha fatto man bassa (Premio Ciampi, Premio De André, SIAE, AFI e Musicultura 2014). E di concretezza Maldestro ne ha dovuta mettere – molta – in campo da subito, nella sua vita.

Come è noto ormai, il suo cognome è uno di quelli di cui o ci si vanta o vi si sfugge. Nato a Scampia, figlio dell’ex boss Tommaso Prestieri, grazie alla madre vi si allontana. Mantiene il suo cognome, pur avendo ripudiato l’appartenenza a quel mondo. Da Anni Maldestro è impegnato sui temi della legalità e della sensibilizzazione dei giovani, sull’importanza della cultura come fulcro su cui lavorare per sconfiggere la criminalità organizzata. Incarna uno degli esempi più importanti di come, pur nascendo in contesti sociali estremamente difficili, sia possibile liberarsi dalle catene del destino scritto, del crimine come unica via percorribile.
James Senese & Napoli Centrale sono un gruppo che ha saputo operare una vera fusione, creando un suono rispettoso della tradizione popolare, ma aperto ad ogni forma di arricchimento strutturale, in grado di rendere il linguaggio proposto, universalmente fruibile. Sono nato nero e sono nato a Miano, suono il sax tenore e soprano, lo suono a metà strada tra Napoli e il Bronx, studio John Coltrane dalla mattina alla sera, sono innamorato di Miles Davis, dei Weather Report e in più ho sempre creato istintivamente, cercando di trovare un mio personale linguaggio, non copiando mai da nessuno…

il mio sax porta le cicatrici della gioia e del dolore della vita (James Senese).

A chiudere la serata un’altra produzione originale: Ethnic Visual Music Revolution part I. L’innovazione passa attraverso le nuove forme di comunicazione; le nuove generazioni a confronto con musica elettronica, visual art e live music. Si alterneranno dj, video maker e giovani musicisti.

Sabato 20 Etnica si apre a tre realtà emergenti toscane: La Nuova Pippolese, Baro Drom Orkestar e I Matti delle Giuncaie in un concerto che vedrà le tre band esibirsi insieme per la prima volta in assoluto. Questo concerto nasce dalla collaborazione fra Etnica ed una delle realtà più attive nella zona di Firenze e dintorni ovvero La Scena Muta.

Nel 1904 i componenti della Società di Mutuo Soccorso e Corale fra gli Operai di Serpiolle amanti della musica, come traspare dal nome, fondarono un coro ed una banda musicale con il nome di Pippolese che eseguiva musica popolare: divenne famosa per i suoi concertini ambulanti su carri prima a cavalli, poi a motore che percorrevano le Cascine durante la Festa del Grillo. I musicanti abitavano in buona parte a Serpiolle, mentre altri provenivano dalla vicina piana di Rifredi. La banda utilizzava solamente strumenti a plettro: mandolini, chitarre ed infine fu inserito anche un contrabbasso. Il nome sembra derivasse proprio dalla forma del plettro, detto comunemente ‘pippolo’.

La Nuova Pippolese nasce con lo stesso spirito di quella gloriosa orchestrina, suonando chitarre,mandolini o ukulele vestiti come nei giorni di festa tutti insieme, riproponendo quel repertorio di canzonette fiorentine, che senz’altro fanno parte del nostro  immaginario, come un tempo hanno fatto i musicisti de La Pippolese.

Tradizione, innovazione e soprattutto originalità sono le parole chiave che contraddistinguono il lavoro della Baro Drom Orkestar. Per le canzoni composte dal Orkestar che caratterizzano questo nuovo lavoro, un esplosivo, coinvolgente mix che farà ballare dal prima nota all’ultima.
Nati sulle sponde del “padule” (come amano dire in maremmanaccio) dall’incontro tra un poeta chitarrista e un ispirato maestro di mandolino, I Matti delle Giuncaie sono la band regina dell’Hard-Folk Maremmano unendo il rock, la musica gitana, quella folk, quella cantautoriale e la patchanka con una moltitudine di iappappà, meghe meghe, raba, gumba e giga gigumba al fine di ribadire il motto “divertirsi suonando”.

Domenica 21, chiusura del festival affidata a The Godfather of Swing, Ray Gelato, che presenta il suo nuovo Original Flavours Un progetto in cui il cantante inglese propone tutti i suoi brani originali tra cui l’ultimo singolo “Get Off The Phone”. Lo stile unico, il carisma e la potenza della musica targata anni ’50, hanno fatto di Gelato uno dei portavoce del movimento “New Swing”. I suoi spettacoli si trasformano ogni volta in un vero e proprio happening, in cui diventa impossibile non lasciarsi trascinare dalla forza dirompente della band e dal cantante dall’innata propensione al divertimento. Nello stile e nell’estetica di Gelato alberga tutta la nostra tradizione swing che come un tributo dovuto porta alla mente gente del calibro di Buscaglione, Carosone, Rabagliati o Natalino Otto.

Un’altra piccola piazza di fronte alla Casa di Benvenuto Cellini diventa un’area dove presentare alcune delle attività collaterali del festival e che contribuiscono ulteriormente a qualificare ed arricchire l’offerta culturale del festival.

Per l’attività di formazione del pubblico sono previsti giovedì 18 un incontro con Teresa De Sio e Ginevra di Marco sul tema della tradizione popolare, venerdì 19 un incontro con Maldestro e James Senese sul tema Napoli e la musica: ricordando Pino Daniele.

Per la prosa è previsto uno spettacolo della compagnia teatrale Prospettiva Capaneo in La cena delle Ceneri. La compagnia Prospettiva Capaneo nasce nel 2013 dalla necessità di sfidare le leggi della contemporaneità. L’intento principale è quello di tentare una via in controtendenza con il fare contemporaneo.

Per il teatro di figura Etnica presenta Visioni d’incanto. Uno spettacolo originale ed in continua evoluzione, uno show in cui personaggi, storie ed azioni vengono rappresentate con tecniche teatrali diverse ed innovative, la magia comica dell’uomo forzuto nel pallone, il close up videoproiettato sullo schermo, la pittura scomposta come un puzzle, il teatro delle ombre e il racconto con la sabbia modellata a vista. Uno spettacolo che lascia il sorriso e fa emozionare, adatto ad un pubblico di tutte le età e di tutto il mondo.

Altra iniziativa da segnalare è “Poeticamente”, performance Poetica di artisti professionisti e non, prevista per sabato 20 giugno alle ore 21,30.
Quest’anno verrà dato un ampio spazio alle iniziative per i più piccoli inaugurando Etnica dei Bambini, uno spazio a loro dedicato con due laboratori al giorno e una libreria nel vicolo dei Medici.

Altro elemento di eccellenza di Etnica è la mostra alla Casa di Benvenuto Cellini “Uscire dal Cerchio” una personale di Cristiana Vitartali, scultrice, designer e interior designer. Una mostra di pezzi unici: sculture in ceramica foggiate dall’artista a colombino, smaltate e invetriate.
Un’altra mostra sarà invece quella al fondo “ex Rubus” a cura di Giuseppe Modi:racconta attraverso le immagini i propri viaggi tra culture diverse dalla Scozia all’Etiopia passando da Cuba al Marocco. Entrambe le mostre saranno aperte per tutta la durata del festival.

Domenica 21, in collaborazione con l’associazione Dalle Terre di Giotto e dell’Angelico, è prevista alla Casa di Giotto una estemporanea di pittura e scultura: Etnica quindi apre i confini abituali del centro storico e si sposta anche alla famosa casa natale del pittore nato a Vicchio.
Sempre domenica è prevista Companatica un pranzo organizzato in collaborazione con La Scena Muta e che si svolge una domenica al mese nei dintorni di Firenze: è un momento conviviale nel quale si mangia qualcosa di ben cucinato mentre si ascolta musica suonata dal vivo. E’ un luogo d’incontro fra generazioni e chi ha voglia di suonare è il benvenuto: lo potrà fare nel corso delle jam session che spesso si vengono a creare.

Altra novità di quest’anno la presenza di una resident band: i fiorentini Forró Miór che presentano un concerto esplosivo ed emozionante di forró pé de serra. Il forró è un ritmo nato nel nordest del Brasile che sta facendo ballare già tutta Europa. È un concentrato di divertimento, ritmo e allegria, fatta apposta per ballare; e si balla in due… stretti stretti. Il repertorio del quartetto Forró Miór include, oltre ai classici del grande Luiz Gonzaga (il Re del Baião, primo propulsore di questi ritmi meravigliosi), splendidi brani di Gilberto Gil, Tom Zé e qualche brano inedito.

Etnica diventa maggiorenne e affronta questo importante appuntamento con tante idee nuove, nel solco della tradizione ma guardando all’innovazione. Lo fa puntando sulle produzioni e sugli spettacoli prodotti per il festival in prima assoluta, puntando sulla multidisciplinarietà degli spettacoli proposti spaziando in varie forme d’arte (musica, danza, prosa, pittura, scultura) e ampliando i luoghi e gli spazi coinvolti arricchendoli di iniziative collaterali.

L’ingresso agli spettacoli è gratuito

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