TARANTOLATI DI TRICARICO

tarantolati.jpgGli echi del mondo contadino e dei popoli oppressi, il respiro profondo del passato, i riti tribali danze remote e suono melanconico, una miscela remota ed empirica di fenomeni tradotti con maestria e gusto, senza per questo trascendere dalle esperienze individuali, tutto ciò rasenta i confini della storia passata e presente. Questa musica, nasce dalla nostra anima, dalla nostra terra e la continuiamo a narrare, con quel tanto di ironia e allegoria che non guasta.

La nostra opera è quella di interpretarla con una chiave di lettura fresca e coinvolgente. Il lavoro intrapreso da circa 30 anni or sono, continua a trasmettersi esattamente com'è, com'è nata, ma anche come continua ad evolversi, in altre parole: musica che viaggia da sola, cercando di fiutarla, intuirla, viverla e trasmetterla. Alcuni canti sono restituiti ai veri proprietari di questo grande immenso lavoro, ricostruendoli nella loro integrale versione, solo nell'intento di lasciare viva una esperienza di un passato che si svolge oralmente (non a caso gli antichi cantori dell'epoca greca i mnemones e gli aedi avevano il difficile compito di trasmettere oralmente le vicende del loro vivere, alle generazioni future), se si tiene conto dell'area mediterranea e pertanto gli insediamenti da parte dei Greci nella nostra regione, tutto ciò si sposa perfettamente.

tarantolati_2.jpgMa noi non siamo il passato, siamo anche e soprattutto il presente ed ecco affiorire contaminazioni manipolate, artefici contemporanei (se è vero quello che oggi comunemente è identificato come musica rap per i Tarantolati di Tricarico è indicata come scioglilingua). Ogni percorso, ogni attimo di dolore o di gioia trasfonde in questi suoni. Le canzoni affondano a piene mani nel repertorio tradizionale, se ne nutrono e si ricompongono nel modulare di arrangiamenti che richiamano la frenesia ritmica e la grande suggestione del Mediterraneo.

Le melodie, inevitabilmente, danno spazio ai sapori forti della terra lucana. E la musica che pure ha origine dalla fibrillazione di tutte le anime del Sud, lasciano spazio alla malinconia e al languore della Lucania con il suo dialetto forte e caratteristico, tale da avere una sua unica cantabilità. Non importa dove si sceglie di vivere: la lucanità è una malattia che ti porti dentro, e che ti fa condurre un'esistenza sospesa tra sogno e immaginazione, che ti fa agognare il desiderio di vivere e la voglia di cambiare.

tarantolati_3.jpgE la Lucania si coglie fino in fondo per quel romanticismo che colora le serenate e che si sposa, così naturalmente, con le parole dure della lotta, i canti modulati in quei tramonti leggendari del popolo contadino che abbandonava i campi. Ma che sempre, su quella terra, sarebbe tornato. E’ tutta qui la potente Madre della produzione dei Tarantolati di Tricarico: storia, carne, sangue, cervello, rabbia, amore.

LINE UP

ANTONIO GUASTAMACCHIA :voce e tamburello
ROCCO PARADISO : voce e cupa cupa
FRANCO FERRI : voce e grancassa
MARIA ANNA NOLE' : tamburello e danza
GIANLUCA SANZA : percussioni
FRANCESCO FABRIZIO : tastiere
ANTONIO DAGROSA : basso
RENATO PEZZANO : chitarra
VIVIANA FATIGANTE : voce
PIERLUIGI DELLE NOCI : percussioni