ALESSANDRO GIGLI

PINOCCHIO
con Alessandro Gigli
telo illustrato di Debora Bellario
oggetti, baracca, teste di legno di Massimo Galletti
Impianto scenico di William Veliscek

Ritorna l'arte antica del cantastorie che utilizzando il ritmo e la capacità di affascinare narrando, con l'aiuto scenografico del telo illustrato, farà entrare lo spettatore nel magico mondo della fiaba e del racconto. Una forma teatrale questa, nella quale Alessandro Gigli è divenuto maestro, sapendo coniugare i vari e differenti registri espressivi dalla drammatizzazione fino alla forma del ‘cuntu’. Solido e stralunato attore, grande affabulatore, capace di far apparire, per magia, le più incredibili visioni, fidando tutto sulla capacità evocativa della parola. Il telo attorno al quale ruota lo spettacolo è quello de “Le avventure di Pinocchio” da Collodi, un testo che Gigli conosce in ogni sua più piccola sfumatura e dettaglio (autore tra l’altro di altri spettacoli “Le paure di Pinocchio”, “La casa di Pinocchio”, “La fame di Pinocchio”. L’affabulazione è rotta dallo spazio di Mangiafuoco e dallo ‘spettacolo nello spettacolo’ che si farà in baracca, con una storia semplicissima di amori contesi, di lotte furibonde, sfide terribili, lieto fine. Una storia perfetta nel ritmo, nei tempi di apparizione/sparizione, nell'alternarsi di rincorse e bastonate, tutti elementi che sono poi l'essenza dei burattini in baracca.