Mau Mau

 

Ventennio ruggente

20 anni di Mau Mau

Negli anni '50 in Kenya il movimento Mau-Mau contribuì alla sconfitta degli inglesi che occupavano il paese. In seguito, in dialetto piemontese, vennero chiamati mau mau i meridionali o qualsiasi scuro di pelle che arrivava in cerca di lavoro.

Era il 1991 quando i torinesi Fabio Barovero e Luca Morino si incontrarono e diedero vita all'avventura con tamburo, fisarmonica e chitarra.

Cantano in dialetto piemontese, ma i testi rappresentano un mix di culture ed etnie dove i suoni si fondono in un idioma musicale senza confini. Amano la bagna cauda e il kebab, il barbaresco e il the' alla menta. Credono nella purezza dell’anima e non nella purezza della razza; amano l’Italia perché ricco e variegato miscuglio di popoli.

Negli anni hanno cantato il sud a nord e il nord a sud, hanno suonato con musicisti di ogni latitudine.

Sette album, tourné in ogni continente, dal Giappone al Marocco, dal Brasile all’Ungheria, nei festival più prestigiosi. Progetti speciali che vanno dal concerto cult R@dio Trance, all’esperienza itinerante della banda Maulera, a Marrakesh Connection con i musicisti gnawa, al premio Tenco per la miglior opera prima nel 1992 con Sauta Rabel, disco mixato ai prestigiosi Real World Studios di Peter Gabriel.

La formazione dei Mau Mau si trasforma continuamente e negli anni hanno fatto parte della rosa tra gli altri Davide Rossi, Andrea Ceccon e Roy Paci.

E proprio mentre l’Italia celebra i suoi primi 150 anni, i Mau Mau ne compiono 20.

In occasione di questa ricorrenza da metà maggio sarà disponibile il nuovo singolo "MARE NOSTRUM", che anticiperà l'album in uscita il prossimo anno per celebrare il ventennale del primo disco, Sauta Rabel.

La musica è un pensiero che fa rumore” (V. Hugo)