MAGNIFICO

375_S500.jpgNel corso della sua carriera Robert Pesut detto Magnifico ha cambiato la sua immagine con tale fantasia e così tante volte, da essere proclamato “la Madonna della Slovenia”. Ogni video una nuova immagine, una nuova provocazione per ogni nuovo album. Sempre davanti agli altri.

Negli anni novanta rispolvera gli Anni Settanta, con camicie rosa e pantaloni a zampa d’elefante. Inizia la sua carriera solista con un adattamento di ”24.000 baci”, condito con un’ironia da macho molto particolare nel coro ”Magnifico ha le palle, Magnifico ci eccita”. Sulla copertina del suo primo album "From Heart to Heart" appare nelle vesti di Zeleni Jure, un dio slavo della fertilità e della primavera, una figura mitologica vestita in maniera kitch, con grappoli d’uva intorno alla cintura.

Fin dagli inizi comincia ad inserire elementi etnici nella musica pop contemporanea. L’album invade le classifiche, seguito da un altro colpo sfacciato: un album intitolato “Chi E’ Cefur?” (cefur è un tipico epiteto sloveno ingiurioso verso la gente del sud), che diventa un vero e proprio inno contro l’odio e lo sciovinismo. E si spinge ancora più avanti con la copertina dell’album successivo “Sexy Boy“, dove appare mezzo nudo in pantaloncini leopardati come nuovo Sexy Boy; questa volta il ritornello “Magnifico è una checca” infrange un altro tabù: l’omofobia degli sloveni.

Prima di allora questo appellativo era considerato un insulto, da quel momento diventa un nuovo grido di battaglia per il pubblico di tutte le età e di tutti i gusti sessuali. Adorato ai concerti sia dalle ragazzine adolescenti che dagli uomini maturi, icona del pubblico gay, apprezzato dagli intellettuali, piace praticamente a tutti. Allo stesso tempo è anche un padre di famiglia concreto, “padre esemplare e innamorato della propria moglie”, dice. Si è innamorato di lei quando lui ballava in un gruppo folcloristico – perché secondo lui assomigliava all’attrice bionda della serie televisiva scandinava The White Stone.

Non c’è da sorprendersi dunque se lui dice: “Voglio rimanere normale più di qualsiasi altra cosa. Non vorrei andare fuori di testa, ne’ per la fama ne’ per la musica”. La chiave per comprendere il fenomeno Magnifico probabilmente sta anche nel fatto che piace al tempo stesso alla critica e alla folla anonima, composta da parrucchiere, operai, segretarie e contadini.

I suoi concerti sono accompagnati dalle grida delle ragazzine, dal compiacimento dei maschi e dal brusio degli intellettuali, che lo analizzano nei loro scritti fenomenologici: “Ogni cosa che fa diventa un circo, kitsch ma con un ragionamento alla base oppure con una sensibilità che gli arriva direttamente dall’inconscio”. Cosa che sta diventando un po’ noiosa, dice lui.

Per questo il suo nuovo disco “Magnification“ è un cocktail speziato e ben miscelato di stili musicali con ingredienti funky, techno, twist, R&B e latini, che arrivano a flirtare apertamente con il cosiddetto “turbofolk” e con i ritmi balcanici. Magnifico nel mondo del caos. Hir ai kam, hir ai go.